Mary Quattrone

03/02/12 10:21:00  •  Stampa questa pagina

Mary

Sono nata in Sicilia, ma all’età di 8 anni la mia famiglia si è trasferita a Roma per motivi di lavoro. I miei genitori si sono sposati molto giovani e hanno avuto diversi problemi nel loro matrimonio. Mio padre non riusciva a trovare un lavoro e aveva brutte amicizie, oltre a tradire continuamente mia madre. Le mie sorelle e io siamo cresciute in questa situazione.

Mia madre è sarta e sin da bambine noi l'abbiamo aiutata in questo lavoro; è stata lei che ci ha educate, insegnandoci a rispettare e ad amare nostro padre, anche se lui non era spesso a casa.

Nell'82 mio padre lavorava con alcuni amici vendendo pacchi di biancheria, in varie città italiane. A quel tempo aveva stretto una relazione extraconiugale con una donna a Grosseto, per la quale stava pensando di lasciare la famiglia. Quell'estate decidemmo di andare a far visita ai parenti in Sicilia. Un mio zio parlò di Gesù a mio padre dicendogli che Dio poteva cambiare la sua vita. Quando tornammo a Roma mio padre ripartì per lavoro e proprio in uno di questi viaggi, in un albergo di Cerignola, diede la sua vita al Signore. Tornò a casa cambiato, leggeva la Bibbia ed andava in chiesa quasi ogni sera.

A quel tempo avevo 16 anni e volevo godermi la vita e di religione o Dio, non volevo proprio sentirne parlare. Frequentavo il terzo anno di ragioneria, ma non mi piaceva molto, avevo un ragazzo e la mia cerchia di amici. Con molta fatica mi ero inserita nella società giovanile romana e pensavo di essere felice.

Tutta la mia famiglia appoggiò la decisione di mio padre, tranne io. Cominciai ad avere delle crisi emotive: svenivo, avevo spesso la febbre, forti palpitazioni e così per un po’ di tempo, andai da uno psicologo. Gli dicevo ogni cosa che mi passava per la mente e lui mi guardava, senza mai darmi una risposta.

Lasciai la scuola due settimane prima che finisse l'anno scolastico e cominciai a lavorare. Quando tornavo dal lavoro spesso la mia famiglia era in chiesa. Questo fatto mi faceva sentire “derubata” dei miei affetti, cosi cominciai ad arrabbiarmi con Dio, se Lui diceva di essere un Dio d'amore perché  si portava via la mia famiglia?  A poco a poco il mio mondo crollò. Il mio ragazzo mi lasciò, i miei amici era come se non ci fossero, perciò decisi di andare in chiesa. Cominciai a leggere la Bibbia, ma non ci capivo niente. Poi iniziai a fare tutto quello che gli evangelici fanno: pregare, cantare ed anche piangere. Ma niente era cambiato nella mia vita.

Il 31 luglio dell'83 invitammo dei fratelli a pranzo e, dopo aver mangiato, decisero di spendere alcuni minuti in preghiera, decisi di partecipare. Sentii la presenza di Dio ed il Suo Amore per me, un Amore così grande che aveva sacrificato Suo Figlio per me.

In quel momento ho sentito il desiderio di aprire il mio cuore a questo Amore, ma non sapevo come fare. Cominciai a lodarLo e Lui fece il miracolo, sentii qual cosa uscire dal mio cuore ed una nuova luce entrare in me, so che in quel momento sono nata di nuovo. Finito di pregare guardavo tutti intorno a me e provavo amore verso di loro, sentivo una gioia ed una pace inspiegabile.

Cominciai di nuovo a leggere la Bibbia e questa volta ogni parola sembrava essere indirizzata a me, lì potevo trovare le risposte alle tante domande che avevo. Alcuni fratelli della chiesa mi spiegarono come leggere la Bibbia e come pregare, ma soprattutto, mi insegnarono a mettere Dio al primo posto ed a chiedere a Lui per ogni cosa di cui avevo bisogno.

Dopo circa un anno desiderai ricevere il battesimo dello Spirito Santo, perché capii che avevo bisogno di maggior forza per poter fare la volontà di Dio e lo ricevetti. Poi pregai per un lavoro e dopo poco, mi offrirono un impiego come baby sitter presso una famiglia, al centro di Roma.

Cominciai anche a trasmettere alla radio della mia chiesa, fu lì che sentii parlare per la prima volta della missione "Cristo è la risposta", che con la mia famiglia decidemmo di andare a visitare. Poi nell' 85 il gruppo venne a Roma per la prima volta, sentii dire che si doveva andare in tutto il mondo a predicare l’Evangelo.

Queste parole mi colpirono molto e quasi ogni sera andavo all'altare chiedendo a Dio di aprirmi una porta per rispondere al suo comando. Volevo andare con il gruppo, ma credevo che Dio mi aveva messo nella famiglia dove lavoravo per una ragione e non volevo lasciarli. Il gruppo partì e mia sorella più piccola se ne andò con loro. Così rimasi a Roma, a studiare e lavorare, ma chiesi a Dio di darmi un lavoro anche nel suo campo, per un po’ lavorai con un gruppo che evangelizzava i non vedenti.

II mio desiderio di diventare una missionaria cresceva sempre di più. II gruppo " Cristo è la risposta II" venne di nuovo a Roma ed in quel periodo ci fu la conferenza dei responsabili dei vari gruppi nel mondo, nella quale ognuno presentava il proprio. II gruppo in America, ad EI Paso (Texas) mi colpi per il tipo di lavoro che svolgeva, non era itinerante, ma andava in Messico a dar da mangiare ai bambini e nello stesso momento ne evangelizzava il popolo.

I  bambini di cui mi occupavo erano cresciuti nel frattempo e non avevano più bisogno della baby sitter Così, dopo un anno di preghiera e di richiesta a Dio di mostrarmi la sua volontà, all'età di 23 anni, lasciai la mia nazione per andare in America ed unirmi al gruppo di "Cristo e la risposta" ad El Paso. Lì Dio si prese cura di me come un Padre. I miei genitori erano lontani, nessuno parlava la mia lingua e c'era molto da fare. Ma Dio mi donava ogni giorno nuove forze. Sono rimasta lì per due anni e poi per il problema del visto sono tornata al gruppo in ltalia.

Sentivo che il mio lavoro lì non era finito e dopo undici mesi ripartii. Dopo circa cinque mesi, un fratello americano del gruppo italiano, mi telefonò e mi chiese di sposarlo, accettai immediatamente, ma non tornai subito, anzi chiesi di andare con il nuovo gruppo in Russia, essendo uno dei miei sogni poter andare in questa nazione. Successero tante cose e dopo otto mesi mi ritrovai a viaggiare con una famiglia americana verso la Cecoslovacchia, dove restammo per un mese poi ripartimmo alla volta dell'Ucraina, presso il nostro gruppo. Quando arri­vammo, il responsabile decise che, per mancanza di posti letto e perché ero fidanzata con un fratello del gruppo in ltalia, era meglio che fossi partita per la mia nazione con il gruppo del Portogallo che stava tornando indietro proprio in quei giorni.

Arrivai qui nell'ottobre del '93 e nel 95 a Bagheria mi sposai con David Cubit. Il Signore ci ha donato quattro figli stupendi. Qui alla missione mio marito è uno dei mixeristi e tecnico ed io sono segretaria e sarta. Siamo entrambi da circa 20 anni nel servizio ed il nostro desiderio e sempre quello di andare in tutto il mondo a predicare l' Evangelo.