Emanuele Franzese

02/24/12 10:12:12  •  Stampa questa pagina

Emanuele

Vengo dalla provincia di Benevento precisamente da un piccolo paese Montesarchio.

Mi sono convertito nel 1977 in una famiglia di veri cristiani. Il primo ad essere salvato fu mio nonno insieme a mia madre. Mio padre un po’ più tardi. Sia mio nonno che mio padre sono stati pastori di chiese e pionieri dell’evangelo.

Sono nato in questo clima, perciò porto il nome di Emanuele, che significa “Dio con noi”. Così io nacqui in una famiglia con alti valori morali,  non ho mai fumato, né sognato di prendere droga. Nella mia casa non c’è mai stata una televisione. La sera, il mio passatempo non era andare a passeggiare per il corso del paese ad inseguire ragazze e neanche al cinema, ma era andare in chiesa, che frequentavo con molta passione quasi tute le sere e un paio di volte la Domenica. Così la mia vita prendeva un volto un po’ differente da quello degli altri, anche se solo apparentemente.

La mia passione più forte era l’arte. Frequentai il liceo artistico e l’accademia studiando scultura, ed ero al secondo anno quando Dio fermò i miei passi. Poi avevo uno sport, il ciclismo, che praticavo da amatore. Mi piaceva uscire, quando potevo, la Domenica mattina o durante le ore della siesta pomeridiana. Anche se lo volevo nascondere, questo alimentava molto in me l’orgoglio, l’inimicizia, la gelosia e a volte mi trovavo in conflitto anche con i miei cugini e mio fratello, persone con cui uscivo insieme. In mancanza di sfoghi carnali vistosi, il peccato prendeva in me vie molto più sottili e profonde. Infatti tutti quelli che mi conoscevano avevano di me un giudizio ottimo riguardo alla condotta e alla morale.

Nel 1978 iniziò un forte ripensamento in me, e incominciai a rendermi conto che non ero molto a posto con Dio. Diminuii un po’ lo sport e aumentai le pratiche religiose: lunghe preghiere prima di addormentarmi la sera e un po’ di lettura sacra. L’arte, per lo meno pittorica, la usavo per esprimermi in cose cristiane. Iniziai anche un raduno con i giovani della chiesa, cercando di darmi da fare per raggiungere Dio …. ma Dio era ancora lontano !

Alcune cose strane iniziarono a succedere, qualche piccolo segno dell’intervento divino. Dopo un po’ decisi di battezzarmi in acqua, ma era solo una funzione.

Passarono cinque mesi, e una sera stavo vedendo il film di Noè e del diluvio. Quella sera vedevo miliardi di persone che vivevano una vita terrena piena di piaceri e di divertimenti e Noè solo che credeva alla parola di Dio. Con questo nella mente andai a casa e mentre ripensavo al film mi sentivo di essere dalla parte di Noè perché io ero religioso.

Ma a casa, mentre ero nel letto pensavo alla mia vita… l’arte davanti alla morte non resiste, Michelangelo, il mio artista preferito era morto ad una età prematura per angosce interiori, senza pace nel suo cuore. Sport: Fausto Coppi, il campionissimo, morì mentre stava cercando la vittoria (quelle che aveva avuto prima non lo avevano soddisfatto). Religione: se per qualsiasi ragione non avessi potuto più frequentare chiese o altro, la religione non avrebbe potuto più aiutarmi.

Così capii che ero perduto e vuoto e che la mia vita era uguale a quella di migliaia di persone che morirono nel diluvio. Fu la prima volta che vidi con chiarezza la mia condizione; era come sentirsi sprofondare in un burrone senza fine e vidi che nessuna cosa di questo mondo presente poteva salvarmi; tutto era così marcio, misero e vuoto.

In quella notte chiesi a Dio di salvarmi, e Lui lo fece a una condizione; che  seguissi Gesù e vivessi l’evangelo fino a quando non fossi andato con Lui in cielo. La pace di Dio, la gioia, la libertà, l’amore iniziarono a regnare nella mia vita, e incominciai ad avere la sicurezza dell’eternità. Allora chiesi a Dio: «Adesso cosa debbo fare ?». Quella notte stessa Dio parlò al mio cuore: Migliaia di uomini stanno andando senza speranza verso la morte eterna. Io amo loro come amo te …. vai ad  avvertirli». Quella notte decisi e andai.

Ancora lo sto facendo, anche se certe cose sono cambiate: il matrimonio i figli, diverse cose di cui prendermi cura, ma ancora brucia in me il desiderio di predicare l’evangelo, stendere una mano verso i perduti e rendermi utile al Regno di Dio.

Cosa vuoi fare tu della tua Vita?