Carmelo Valenti

03/07/12 10:27:52  •  Stampa questa pagina

Carmelo

Mi chiamo Carmelo, ho 28 anni e vengo da una bellissima città, Siracusa, in Sicilia.

Sono sempre stato un ragazzo apparentemente tranquillo, non mi drogavo, non rubavo, non bevevo …. come dire il classico “bravo ragazzo”, o meglio, colui che la società reputa un ottimo individuo.

Vengo da una famiglia di cattolici, non praticanti, nella quale mi è stato insegnato a non bestemmiare Dio, e tante altre cose, utili per vivere bene in questo mondo!

Successivamente, all’età di 13 anni, ho assistito alla separazione dei miei genitori e, ringraziando Dio, ciò non mi provocò nessun grosso trauma a livello psicologico, anche perché i miei nonni iniziarono subito a prendersi cura di me, provvedendo a ogni mio bisogno, psicologico, scolastico e altro.

Così iniziai a vivere con i miei 2 nonni, mentre mio fratello più piccolo rimase per un breve periodo con mia madre, dopodiché decise di stabilirsi da mio padre.

Comunque sia, prima i miei zii e i miei nonni poco dopo, vennero a conoscenza dell’Evangelo di Gesù Cristo.

Per la prima volta in assoluto entrò la Bibbia in casa, e quella per me fu la prima volta che vidi quel libro; m’incuriosiva ed ero invogliato a leggerlo, ma per un malinteso sentimento di orgoglio personale non mi accingevo a farlo. Vedevo persone che venivano in casa e dalla mia cameretta talvolta li sentivo che dicevano, rivolte a mia nonna: «Pace, sorella. Dio ti benedica !», e io pensavo tra me e me che fossero una specie di “extraterrestri” e, apparentemente senza una ragione logica, cominciai a schierarmi contro di loro, controbattendo ogni loro strano (la pensavo così) pensiero.

Ogni giorno veniva a casa mia zia, che da poco tempo aveva iniziato a frequentare una chiesa evangelica, sita in Priolo, un paese non lontano da noi, spesso diceva: «Ci vieni in chiesa ? Anche tu hai bisogno di Gesù !». Io, con modi bruschi, le rispondevo di farsi gli affari suoi, lei e la “sua” religione evangelica, in ogni caso io stavo bene così come stavo, e rispondevo pressappoco alla stessa maniera anche alle persone che incontravo e che mi parlavano di Gesù.

Un giorno, però, mi chiusi in bagno e chiesi a Gesù di farmi capire in cosa stavo sbagliando; gli dissi: «Signore, io ti stimo molto, anche se non ti conosco; ma questi “extraterrestri”, questi cristiani evangelici, chi sono e cosa vogliono dalla mia vita?». Lì per lì non percepii nulla, non ebbi nessuna risposta immediata, ma sentii dentro di me in maniera quasi palpabile il bisogno di leggere la Bibbia, sempre di nascosto la presi e iniziai a leggerla; ciò che immediatamente mi colpì fu l’amore che Dio mostrò verso il genere umano, donandoci il suo unigenito Figlio; mi sentii “sporco”, molto sporco di fronte a un amore così smisurato, ma non mi arrendevo ancora, non riuscivo ancora a donare la mia vita a Cristo. Dio continuava a parlarmi, specialmente attraverso i sogni, uno in particolare mi mise di fronte a una scelta, ma ancora niente, ero “duro a morire”, comunque dentro di me pensavo e ripensavo, tanto che a un certo punto dissi in cuor mio: «Domenica andrò in chiesa»; chiamai mia nonna e le comunicai questa mia decisione, dicendole inoltre: «Non aspettarti però che io diventi evangelico».

Quella sera, in chiesa, anche se a un occhio superficiale sarei potuto apparire duro, Dio sconvolse letteralmente tutto il mio essere, iniziai improvvisamente a piangere a dirotto, percepii un calore, come un fuoco che mi oltrepassava, da una parte all’altra, avvertii nel mio intimo che quella era la presenza di Gesù, e decisi di arrendere la mia vita a Lui e di servirlo a tempo pieno, ma non sapevo dove avrei potuto espletare questo mio servizio. Venni a conoscenza dell’esistenza del Gruppo “CRISTO E’ LA RISPOSTA” e decisi di iniziare proprio da lì. Sentii che Dio approvava questa mia scelta, e ora …. eccomi qui !

Io devo molto a Cristo e a questa Missione che mi sta tuttora aiutando a crescere, spiritualmente e moralmente; qui ho scoperto l’importanza di vivere in comunità, condividendo le gioie, i dolori e ogni altro sentimento, con i miei fratelli e le mie sorelle in Cristo, tutto questo giova al processo di santificazione che Dio sta attuando nella mia vita. Ti incoraggio a servire il Signore, affinché Egli possa usarti per la Sua gloria.

Carmelo è il marito di Giusj: hanno un figlio.